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La monetazione nella Sardegna nuragica: ipotesi e ricerche

Di Alessandro Atzeni

Introduzione di Alessandro Atzeni

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Nuova e affascinante ipotesi sul significato e possibile utilizzo delle spade votive nuragiche.

La monetazione nella Sardegna nuragica: ipotesi e ricerche
Novità
ISBN
978-88-3309-062-7
Co-edizione
-
Genere
Saggistica
Materia
Storia (compresa archeologia e preistoria), biografie, araldica
Collana
Thesis n° 2
Anno edizione
2019
Luogo edizione
Ghilarza
Supporto
-
Pagine
108
Rilegatura
Brossura con lembi e cucitura filo refe
Dimensioni
17 x 24 cm
Peso
350 g
N° volumi
1
Illustrato
Lingua di pubblicazione
Italiano
Lingua originale
-
Lingua a fronte
-
Allegato
-
Scolastico
No
Disponibilità
In commercio
Distribuzione
No

14,00 €

Questa ricerca, attraverso il ricorso congiunto alle discipline dell’archeologia sperimentale, dell'etnoarcheologia, e della tracceologia, offre uno sguardo inedito e dettagliato su una questione di profonda importanza per l’interpretazione di una realtà tanto complessa quale la Sardegna di epoca nuragica, aprendo con preziose ipotesi un nuovo e fondamentale percorso d’indagine.
In quale modo la civiltà nuragica gestiva i suoi commerci interni e quelli con le altre realtà con cui giungeva in contatto? Disponeva già di un mezzo di scambio equiparabile a una moneta? Una cultura straordinariamente evoluta per i suoi tempi, che esportava e importava beni materiali da luoghi ampiamente distanti tra loro, da Creta, all'Egitto, alla penisola iberica, che acquisiva avorio di elefante dall'Africa, ambra dal Baltico, rame dall'Oriente e stagno dall'Occidente, che si muoveva nello scenario dei primi empori di scambio nel Mediterraneo, non poteva non conoscere il concetto di mezzo di pagamento o di valore intermediario per gli scambi commerciali. Una possibile risposta a questo fondamentale quesito emerge dallo studio di particolari manufatti definiti spade votive, analizzate in un’ottica innovativa, che le slega e le emancipa dalle funzioni finora attribuite loro, rivestendole di un ruolo e di un significato della massima centralità.
In archeologia lo studio dei manufatti è rivolto alla più ampia comprensione della società che li ha prodotti. Laddove l’approccio tipologico ha dominato a lungo gli studi, conducendo a un’opera primaria di catalogazione, il più recente criterio tecnologico restituisce oggi ai reperti una dimensione più umana. In quest’ottica, infatti, l’interesse è rivolto alla sequenza di gesti, azioni e passaggi che hanno portato l’uomo a trasformare la materia grezza in uno strumento, narrandone gli sforzi, l’ingegno e l’energia profusi.
Diritti disponibili in tutte le lingue.
Alessandro Atzeni

Alessandro Atzeni (1968-)

Alessandro Atzeni (Cagliari, 1986). Laureato in Scienze Naturali, con un´innovativa tesi sperimentale dal titolo Dal combattimento alla lesione, ricerca di indicatori in resti scheletrici di Età nuragica, definita dall´archeologa Anna Depalmas come pioneristica, è autore di numerose ricerche pubblicate su riviste regionali e nazionali, e coautore di diversi libri di archeologia nuragica (della stessa casa editrice: Gigantes de Perdas. I nuraghi: templi della luce, 2016). Impegnato da anni nell´ambito della rievocazione storica con l´associazione ´MEMORIAE MILITES´ di Cagliari, si occupa della divulgazione della Storia della Sardegna, mostrando in particolare gli antichi sistemi di fusione e lavorazione del bronzo. Praticante di arti marziali storiche occidentali, ha conseguito il titolo di istruttore UISP di tiro con l´arco dinamico. Vive attualmente in Gran Bretagna, dove continua a svolgere le sue ricerche.

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