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Geometrie nuragiche

Tipi, prototipi, archetipi

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Un libro che pone le basi per la classificazione dei nuraghi secondo i metodi propri dell´architettura.

Geometrie nuragiche
Novità
ISBN
978-88-3309-095-5
Co-edizione
-
Genere
Saggistica
Materia
Storia (compresa archeologia e preistoria), biografie, araldica
Collana
Thesis n° 6
Anno edizione
2020
Luogo edizione
Ghilarza
Supporto
Cartaceo
Pagine
160
Rilegatura
Brossura con lembi e cucitura filo refe
Dimensioni
17 x 21 cm
Peso
400 g
N° volumi
1
Illustrato
Lingua di pubblicazione
Italiano
Lingua originale
-
Lingua a fronte
-
Allegato
-
Scolastico
No
Disponibilità
Di prossima pubblicazione
Distribuzione
No

18,00 €

Secondo un´opinione comune, «visitare un nuraghe è come averli visti tutti». Al contrario, la parola nuraghe abbraccia una classe di testimonianze preistoriche tra le più differenziate, e formulate in diverse migliaia di esemplari. Si tratta di edifici con soluzioni tecniche, compositive, strutturali diverse tra loro seguendo ampie sfumature, talvolta persino in fisionomie combinate, e quindi di difficile classificazione.

È impensabile che i loro costruttori non avessero contezza di quei principi fisici e norme tecniche che, per quanto semplici, risultano fondamentali per simili strutture. Varie indagini svelano le loro capacità tecniche e le conoscenze architettoniche. Le altissime capacità costruttive dei sardi antichi sono inoltre ampiamente dimostrate dal fatto che numerosi di questi edifici sono ancora oggi in piedi e visitabili al loro interno in tutta sicurezza, fatto assai raro per monumenti di quell´epoca.

Il nuraghe, un archetipo edilizio preistorico proprio della Sardegna, è riconosciuto, giustamente, quale monumento simbolo dell´Isola. Basta volgere lo sguardo non solo a quelli più conosciuti o valorizzati a livello turistico, per encomiare l´imponenza, la maestosità, l´armonia di queste opere memorabili.

L´utilizzo di regole geometriche e proporzioni numeriche svela per la civiltà autoctona sarda, al pari di altre antiche società umane, la conoscenza di capacità di calcolo. Già tempo erano stati individuati i rapporti fra le parti architettoniche di queste costruzioni. Gli architetti sardi dell´Età del Bronzo erano senz´altro persone di grande ingegno e provata abilità, non lasciando niente al caso ma, progettando e costruendo questi edifici, dimostrarono padronanza dei problemi statici, la conoscenza della geometria elementare, dei rapporti numerici, la ricerca della simmetria.

I monumenti sardi dell´Età del Bronzo sono vera Architettura – con la A maiuscola – non sola espressione di un popolo ingiustamente definito “barbaro”, e perciò meritano un approccio e una impostazione di analisi secondo metodi propri dell´Architettura.

Disponibile anche in formato eBook.
Massimo Rassu

Massimo Rassu (1964-)

Ingegnere civile, libero professionista. Ha pubblicato diversi saggi e articoli di Urbanistica e di Storia dell´Architettura della Sardegna. È noto anche per gli studi sugli Ordini Cavallereschi presenti nell´Isola in età medioevale: Ipotesi sui Templari in Sardegna (1996), L´Ordine di Malta in Sardegna (1996), Pellegrini e Templari in Sardegna (1997). Tra le altre pubblicazioni: Oristano, la città della Sartiglia (1996); Villasalto, l´ambiente, la storia, la miniera (1997) e Pozzomaggiore, l´ambiente, la storia, l´arte (1999). Per l´Aipsa Edizioni ha pubblicato il volume Baluardi di pietra. Storia delle fortificazioni di Cagliari (2003)