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I modi della poesia campidanese

Temi, storia, società, metrica e stilistica nell´opera di Giuseppinu Piras

Di Marco Piras-Keller, Pierpaolo Falqui

Prefazione di Paolo Bravi

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I modi della poesia campidanese
Novità
ISBN
978-88-3309-180-8
Co-edizione
-
Genere
Saggistica
Materia
Testi letterari moderni e contemporanei: poesie e teatro
Collana
Notas
Anno edizione
2025
Luogo edizione
Ghilarza
Supporto
-
Pagine
296
Rilegatura
Brossura con lembi e cucitura filo refe
Dimensioni
17 x 24 cm
Peso
665 g
N° volumi
1
Illustrato
Lingua di pubblicazione
Italiano
Lingua originale
-
Lingua a fronte
-
Allegato
-
Scolastico
No
Disponibilità
In commercio
Distribuzione

25,00 €

Raccogliere il meglio della produzione di Giuseppino Piras, sulcitano, in particolare le sue canzoni (comiche e surreali, lirico amorose, di ritratti e di ambiente), e quanto rimane delle sue gare a mutètus, ha invogliato i curatori a fare una rassegna dei modi della poesia campidanesa, dal trallalèra ai mutètus lòngus, dai sonetti, a s'anninía a s'atítu, alla tenzone comica in rima, alle lettere, con corredo di analisi metrica, note semantico linguistiche; nonché la descrizione della complessa elaborazione istantanea dei mutètus che non ha uguali per difficoltà nel panorama delle culture note. Ogni genere dà modo di estendere lo sguardo verso la società e citare una ricca aneddotica, a volte spassosa e, comunque, significativa. Né manca una galleria dei rappresentanti storici della poesia campidanese: padre Disma, Potentzia Cappai (e le poche altre donne improvvisatrici), Osana, i grandi del secolo XX, Farci, Loni, Broi, (con i quali Piras si confrontò sul palco), i poeti di oggi, fino alla figura della prostituta che si scontra a mutètus coi compagni di bevute nella bettola dei minatori.
Non è all'opera di un nome consacrato della poesia sarda che è dedicato il volume che il lettore ha in mano, ma a una delle tante figure minori di fama locale, spesso tutt'altro che insignificanti. Se la motivazione prima della compilazione di questo lavoro è stato la volontà di raccogliere e far conoscere l'opera di Giuseppino Piras (le canzoni, i mutètus improvvisati nelle gare sul palco o in sa buttèga e binu, e le varie altre forme e generi poetici da lui praticati), in corso d'opera i curatori hanno ampliato la compilazione a un esame e descrizione delle varie forme della poesia campidanese, ai generi, alla loro struttura, alla metrica, allo stile, a elementi della storia, del costume, a aneddoti della società in cui nasce e viene fruita tale produzione. E lo sguardo attento e l'analisi si inoltrano anche entro la problematica della trascrizione in sardo, in dipendenza anche dall'analisi di tratti morfofonologici, fino a aspetti e considerazioni inerenti la politica linguistica connessi.
Marco Piras-Keller

Marco Piras-Keller

Cittadino italiano e svizzero, sardo di Arrìu e di Nuracàu, vissuto a Carbonia fino ai 18 anni, Marco Piras-Keller si è laureato a Bologna. Ha condotto ricerche linguistiche pluriennali sul campo, sul sardo. Dal 1999 vive a Lucerna, nella Svizzera alemanna dove per circa 20 anni ha lavorato a un inventario architettonico urbanistico federale (ISOS), occupandosi del Canton Ticino e dei Grigioni di lingua italiana. Ha fatto traduzioni dal tedesco, compresa la sottotitolatura di alcuni film del regista svizzero Urs Odermatt.

Bibliografia

Nel 2014 ha pubblicato per Edition8 di Zurigo Pfauenfeder, rosa Hemden und Flunkereien, traduzione in tedesco di un testo italiano non pubblicato: un resoconto surreale sul mondo dei navigator e del sistema di riqualificazione e reinserimento nel lavoro dei disoccupati (o cercatori di lavoro) in Svizzera. Socio dell’UNITRE e della Dante Alighieri di Lucerna, ha tenuto incontri su La passeggiata di Robert Walser e su testi della letteratura italiana. Ha ricevuto una borsa letteraria della Pro Helvetia per il progetto di scrittura di Se la Grande Madre vuole. Arresolùtu.

Pierpaolo Falqui

Pierpaolo Falqui (1981-)

Pierpaolo Falqui è di Riomurtas, frazione di Narcao. Diplomato come agro-tecnico, gestisce un'attività commerciale a Iglesias. Poeta improvvisatore a mutètus da ormai 20 anni nei palchi del Sulcis e del Campidano, è autore di cantzònis a curba e cògius, alcuni (Is cògius de bèni beníu) composti e cantati nel sagrato della Basilica di N.S di Bonaria in occasione della visita in Sardegna di Papa Francesco. In rete sono reperibili gare poetiche cui ha preso parte, inserite da appassionati in youtube.